SM-CCSVI

L'Insufficienza Venosa Cronica Cerebro Spinale nella Sclerosi Multipla

Sclerosi, anche il Piemonte sperimenta la “Zamboni”

La Stampa del 16 ottobre 2010Si prova la cura, ma è polemica: «Pochissimi i posti disponibili»

Marco Accossato

Anche il Piemonte sperimenterà – insieme all’Emilia Romagna – la terapia del professor Paolo Zamboni contro la sclerosi multipla. Lo annuncia l’assessore regionale alla Sanità, Caterina Ferrero, che nei giorni scorsi ha incontrato la presidente dell’Associazione «L’Abbraccio», uno dei movimenti portavoce di migliaia di pazienti che in tutt’Italia invocano da tempo l’avvio di «uno studio osteggiato – accusano – da molti neurologi che fanno appelli a una prudenza estrema e miope».

La metodica, introdotta dal ricercatore dell’Università di Ferrara, direttore del centro per le malattie vascolari, nasce dal presupposto che la sclerosi multipla abbia origine non dal sistema auto-immunitario ma da quello vascolare. La nuova cura punta così sul medesimo approccio dell’angioplastica in cardiologia interventistica: liberare i restringimenti venosi che impediscono il corretto afflusso di sangue al cervello e favoriscono ristagni di sangue e un deposito di ferro che porta alla distruzione delle cellule e all’aggravamento progressivo della malattia.

Attraverso l’inserimento di un palloncino, i vasi ristretti vengono invece riportati al diametro originario, ripristinando il corretto flusso sanguigno. Un caso nazionale, quello della terapia Zamboni, con le immancabili telecamere delle Iene che nei giorni scorsi sono riuscite a strappare almeno una promessa al ministro Fazio: «Non possiamo dare la sicurezza ai pazienti, ma valuteremo l’ipotesi Zamboni». Dopo una sperimentazione condotta positivamente su 65 casi tutto si è fermato.

La scoperta che mette in relazione la sclerosi all’insufficienza venosa cerebrospinale (Ccsvi), però, in Piemonte divide ulteriormente, dopo l’annuncio dell’assessore: «Avevamo chiesto alla Ferrero – dice Ignazia Cucci, presidente dell’associazione “L’Abbraccio” – di avviare, come le Marche, una sperimentazione a livello regionale, per accelerare i tempi e consentire a un numero maggiore di pazienti di essere arruolati. Accodarsi all’Emilia che non ha ancora l’okay del Comitato etico, invece, significherà avere pochissimi posti riservati al Piemonte».

Nella nostra regione si calcola che la sclerosi riguardi circa 5000 persone. A Torino, Zamboni è costantemente in contatto con il Cidimu di via Legnano dove l’équipe di angiologia diretta dal dottor Ugo Riba ha messo a punto la tecnica che rende possibile diagnosticare l’insufficienza venosa cerebrospinale mediante EcoColorDoppler secondo i criteri del medico ferrarese e del suo gruppo. Un’indagine al momento non coperta dal sistema sanitario nazionale, quindi a totale carico dei malati.

Nei 65 casi arruolati nella prima sperimentazione del professor Zamboni, «tutti – dice la presidente Cucci – hanno avuto risultati evidenti nell’arco di tre anni: la malattia si è fermata, o è stata vinta la stanchezza cronica». Sul Web ci sono testimonianze e si moltiplicano gli appelli disperati di tanti malati e di loro familiari. «Ma qualcuno, per motivi che non comprendiamo o non vogliamo pensare – commenta amaro l’associazione “L’Abbraccio” – continua a ostacolare questo studio».

marco.accossato@lastampa.it

link all’articolo di Marco Accossato comparso su “La Stampa” di Sabato 16 Ottobre 2010:

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/362662/

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COMMENTS

1 Commenti

  1. mirco

    dicembre 2nd, 2010 07:43

    ciao da 3 anni sto lottando con la SM e spero veramente tanto che diano il via a questa sperimentazione e che possa essere l inizio di un cammino verso una soluzione lo spero per tutti quelli che come me stanno lottando ogni giorno

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