TRADUZIONE IN ITALIANO DELL’ABSTRACT DELL’ARTICOLO: “Hypothetical molecular mechanism by which local iron overload facilitates the development of venous leg ulcers and multiple sclerosis lesions” MEDICAL HYPOTHESES (2008) 71, 293-297
Dr. M. Simka, Dr. Z. Rybak
Questo studio presenta un modello ipotetico sul ruolo del ferro nello sviluppo delle ulcere venose degli arti inferiori e della Sclerosi Multipla. Elevate concentrazioni di ferro sono state trovate sulla cute di soggetti con ipertensione venosa e anche nelle aree del cervello con lesioni da Sclerosi Multipla.
Gli individui con mutazioni del gene emocromatosi (HFE) C282Y e H63D, che danno luogo a un trasporto meno efficiente di ferro da parte dei macrofagi, sono caratterizzati da un aumentato rischio di ulcere venose agli arti inferiori e di Sclerosi Multipla.
La Sclerosi Multipla è una malattia mediata da cellule T e le cellule T probabilmente partecipano allo sviluppo di ulcere venose. Questo ruolo deleterio di ioni di ferro potrebbe essere legato alla regolamentazione sia della proliferazione che dell’apoptosi [morte cellulare programmata] delle cellule T. In condizioni normali, un eccessivo accumulo di cellule T non può avvenire poiché l’ossido di azoto guida il ?-interferone di queste cellule verso l’apoptosi. Tuttavia, in tessuti con alta concentrazione di ferro, i linfociti T proliferano giacché non vengono rimosse [assenza di apoptosi, ndt]. Ciò è dovuto alla mancata esposizione della catena INF?R2 del recettore per il ?-interferone, alla sregolazione della sintesi dell’enzima ossidonitrico sintetasi nei macrofagi ed alla inattivazione dei siti attivi per le caspasi [o cistein-aspartasi, proteine in grado di “tagliare” altre proteine dopo un residuo di ac. aspartico, ndt].
Tuttavia, è opportuno sottolineare che questa ipotesi non avvenga per la maggiore concentrazione di ferro come un fattore causale diretto per lo sviluppo di ulcere venose o di Sclerosi Multipla, ma piuttosto, che il ferro sia un fattore che modula ed esagera il processo autoimmune. Chelanti del ferro, somministrato per via sistemica o localmente, dovrebbero potenzialmente presentare un’attività terapeutica e profilattica contro le ulcere venose degli arti inferiori e contro la Sclerosi Multipla.
COMMENTS